Archivio per 18 Giugno 2008

Poste Italiane “senza posta”. Fare brand senza prodotto.

Il primo elemento per poter fare branding efficace è avere un buon prodotto. Poste Italiane non rispetta in pieno, secondo noi, questa regola di base.

Negli ultimi anni il lavoro di svecchiamento della propria immagine ha dato buoni frutti: oggi quest’azienda è riconoscibile e riconosciuta da tutti. Ma il punto critico resta un altro: quale sarà il futuro di Poste senza le poste?

È evidente il fatto che il core business si è spostato. Non sono più le spedizioni e le raccomandate a sostenere le attività di Poste, ma conti correnti, carte di credito &Co.

Immaginiamo quindi di dover spedire un pacco, in modo rapido e sicuro. Prima di andare alle Poste e affrontare code interminabili e la paura che la spedizione non vada a buon fine, pensiamo che molti di noi preferirebbero corrieri privati.
Però, se dovessimo aprire un conto senza troppe complicazioni, Poste sarebbe la scelta più immediata.

Come può allora quest’azienda togliere le associazioni negative al proprio brand che ancora oggi vengono in mente ai consumatori?

Ampliare la propria offerta,strategia che è stata seguita fino ad oggi, può essere sufficiente?

O tralasciare i servizi postali (esplicitati anche dal nome) può dissolvere il valore del brand?


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