Oggi abbiamo scelto di dedicare questo spazio ad un film di qualche anno fa, che ha due particolarità.
La prima è che non compare esplicitamente nessun brand, anche se la storia è costruita in modo tale che sia palese il riferimento al marchio più conosciuto per la categoria di prodotti coinvolta. La seconda è che l’influenza di questo film sulla reputazione di tale brand non è affatto positiva.
Stiamo parlando di Blood Diamond e di De Beers.
In realtà nella storia il nome non è mai citato ed è nascosto dietro lo pseudonimo Van de Kaap, ma chiunque guardi questo film non può che chiedersi se il cognome sia stato scelto a caso. Tanto che la De Beers stessa, in fase di lancio del film investì alcuni milioni di dollari in campagne pubblicitarie per contrastare l’effetto negativo che “Blood Diamond” avrebbe avuto sulle vendite.
Quello che ci ha sopreso è che basta una semplice ricerca in Internet per scovare numerosi documenti che legano De Beers ai diamanti insanguinati.
E ci chiediamo: questo film ha fatto veramente riflettere i consumatori sull’eticità e l’utilità di questo bene?

Il film a me è piaciuto tanto..offre veramente tanti spunti di riflessione..purtroppo non so quanto il realtà siano calate le vendite di diamanti..siamo fatti così..ci scandalizziamo nel venire a conoscenza di alcune verità..ma il giorno dopo ci svegliamo e facciamo finta di niente..è molto più comodo per noi.
Appena ho visto il film ho pensato subito al marchio De Beers, una sorta di pubblicità al contrario..è davvero d’apprezzare il coraggio di chi ha lavorato a questa produzione..
Condividiamo in pieno quello che hai scritto e ci sarebbe piaciuto che la conversazione su questi argomenti non si fosse esaurita dopo poco dall’uscita del film.
Prima del film era arrivato Kanye West con la canzone Diamonds (from Sierra Leone)…
Comunque credo esistano compagnie oggi che certificano la “pulizia” dei propri diamanti.
Lo sfruttamento è stato vergognoso.
A quanto sappiamo a partire dal 2000 molti stati e multinazionali dei diamanti hanno firmato l’accordo di Kimberley (http://it.wikipedia.org/wiki/Kimberley_Process).
Nonostante questo pare che il problema non sia stato risolto.