Qualche tempo fa, un commento ad un nostro post diceva che “Non tutti i brand sono cattivi, ci sono anche i cattivissimi”.
Ci chiediamo: come si può affermare che Emergency sia un brand cattivo (o “cattivissimo”)?
Parliamo di Emergency perché è il caso più conosciuto, forse il più importante nel panorama italiano, ma potremmo citare anche Croce Rossa, Medici senza frontiere e altre organizzazioni analoghe.
Non si parla di marca soltanto nel caso di prodotti o aziende. Se ne parla per un servizio, per un territorio, per un’organizzazione, anche non-profit.
Emergency è un brand a tutti gli effetti.
Incrociamo per strada un ragazzo con una t-shirt con una grande “E” rossa cerchiata, cosa pensiamo? Sicuramente all’organizzazione di Gino Strada e con questa anche a tutti i valori di cui si fa portatrice. Se volessimo sintetizzare il pensiero del ragazzo incontrato sarebbe: “io sono contro la guerra e voglio aiutare le vittime innocenti dei conflitti”
Ecco che già il solo logo rosso ha riassunto i valori di quest’associazione e ce li ha immediatamente richiamati alla mente.
Emergency lavora affinché questi valori siano conosciuti e condivisi da tutti: cerca di trasmettere emozioni, creare relazioni con coloro che sosterranno materialmente la sua causa umanitaria.
Per questo motivo fare branding (o marketing se si vuole ampliare la visione) non è un’ “azione cattiva”: anche i principi più nobili hanno bisogno di essere sostenuti.
