Appena rientrate dalle vacanze non potevamo che ricominciare da dove siamo arrivate.
Il gioco di parole per riflettere su un brand che ci sta a cuore, per ovvi motivi: la Toscana.
Ci chiediamo: perché manca una bella iniziativa di branding territoriale come, ad esempio, España?
Il “materiale” e la conoscenza del “prodotto” ci sono. A chi non vengono in mente le colline, i vigneti e le città d’arte pensando a questa regione?
Ma nonostante tutto troviamo soltanto un sito pieno di informazioni ma freddo (come si adatta al linguaggio istituzionale) e tante iniziative locali che, non trovando una linea d’azione comune, si limitano a parlare con chi queste zone già le conosce.
Il rischio è che si perda un’occasione per creare un’identità comune (e fare forza su questa) oppure che altre regioni, più lungimiranti, raccolgano la sfida di branding e i turisti che questa porta con sé.
bentornate
ho pensato la stessa cosa (ma in positivo) quest’estate in Salento: lì il solo nome è diventato un “brand”. Fatte le dovute differenze, un po’ come la Sardegna insomma. E dire che di queste cose ce ne sarebbe un bisogno marcio: con la situazione non rosea del nostro turismo ci sarebbe da lavorare sulle singole regioni. E se ci si impegna, altro che “notte rosa”…
Facciamo così: quando i bagni degli Uffizi saranno diventati decenti la metà di quelli del Louvre, quando le informazioni nelle sale saranno 1/3 di quelle della Pinacoteca Vecchia di Monaco di Baviera…
Quando non ci saranno più i banchetti ai lati della strada che tentano di venderti il biglietto per i musei con 4 euro di prevendita per risparmiarti la fila…
Quando gli uffici informazioni saranno all’altezza di quelli del nord-Europa (o anche solo del nord-Italia)…
Allora noi ci impegnamo tutti a fare la promozione del brand “toscana”.
Ok?
Luca
PS: Fermo restando che al sud – da dove vengo io – le cose se possibile vanno anche molto peggio!
Bentornate!
Io credo che il sito non sia malaccio, é una buonissima vetrina per le tante iniziative locali…ma avete ragione quando dite che manca una linea comune, un senso di unitarietà che leghi i vari progetti.
E’ un peccato perchè la città possiede una straordinaria immagine: dopo il made in Italy, l’ altro brand più forte e appetibile all’ estero é il made in Florence, non trovate?
Bentornati anche a tutti voi!
@baldo Quanto hai ragione! Per quanto riguarda il Salento: anche noi ultimamente ne abbiamo sentito parlare veramente bene. A quanto pare anche lì il materiale non manca!
@Luca Come tutti i prodotti anche la Toscana è migliorabile! Però questo non vuol dire che non si possa iniziare a lavorarci subito, partendo da quello che c’è di positivo.
@Simone Forse parlando di made in Florence si rischia di lasciare ancora da parte un progetto unitario.