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Qualche spunto da Philip Kotler.

Si è tenuto oggi l’intervento di Philip Kotler “La pubblicità è servita” al Politecnico di Milano.

Noi l’abbiamo ascoltato in streaming ma ci aspettavamo qualcosa in più. Nonostante questo però, qualche spunto interessante c’è stato e cerchiamo di riassumerlo

1) Il punto di partenza è noto: i contesti di azione (i mercati) sono sempre più complessi;

2) La conseguenza del primo punto è che non è più possibile definire un paradigma o delle regole valide a priori.

3) Allora è possibile soltanto individuare qualche “adjustment”, qualche tendenza di comportamento da parte di consumatori e aziende; ad esempio, i primi tendono a preferire prodotti e brand low cost (Kotler cita le private label della grande distribuzione che prendono sempre più piede, a discapito dei grandi national brands)

4) di fronte alla complessità è importante, per le aziende, agire subito tenendo presenti 3 capisaldi: rinnovamento, innovazione e marketing;

5) e per quanto riguarda la comunicazione? Il prof. Kotler sostiene che è necessario ripensare tutto in termini di “conversation” e non più di “promotion”;

6) questo significa soprattutto puntare sui social media rispetto ai media tradizionali: blog, podcast, youtube e tutti i canali che prevedono condivisione; questi strumenti permettono alle aziende di intercettare i potenziali consumatori (soprattutto i più giovani) e coinvolgerli nella co-creazione del valore del brand.

7) il brand rimane un key concept, anche se è necessario trovare nuovi spazi e modalità di relazione coi clienti. Per poter mettere realmente in pratica azioni di co-creazioni Kotler ribadisce che il concetto di segmento deve essere sostituito con quello di “community“.

Insomma, sicuramente un intervento interessante, anche se non proprio da “pioniere”. Però ci ha fatto piacere sentire che anche un “pezzo di storia del marketing” come Kotler consideri prioritari elementi come la co-creazione, la condivisione ed il coinvolgimento dei consumatori.

Per una trascrizione approfondita dell’intervento di Kotler e degli altri ospiti della sessione di lavoro, vi rimandiamo qui.

E Gaspar?

Appena tornate dall’incontro conclusivo del Bloglab 2008, ci siamo poste il seguente quesito: ma Gaspar Torriero è un brand?

Le premesse ci sono tutte. Come ogni brand ha una sua storia (chiaramente in riferimento alla rete): il Prof. Epifani l’ha definito oggi uno dei blogger più conosciuti e più “antichi”.

La conoscenza è infatti uno degli elementi che danno valore al brand: chi tra i blogger non lo conosce? Poi c’è la qualità: il suo è un blog di contenuti. Per non parlare della fiducia di tutti coloro che lo seguono, proprio come dei “consumatori fedeli”. Per questi motivi, secondo noi non c’è dubbio: Gaspar è un brand e questo è il suo logo:


Questo post in tono scherzoso (sperando che Gaspar non si offenda!) è per ringraziarlo dei preziosi consigli che ci hanno consentito di classificarci al secondo posto in questa edizione.
Un ringraziamento, chiaramente, anche a tutti gli altri che ci hanno votato e seguito in questi mesi.

 


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